La contenzione farmacologica: Dioscuri di madri crudeli?

Submitted bygiformenon 20 Luglio, 2013 - 21:18

Mi rimane comunque un dubbio. E' sempre il paziente la persona sofferente da sedare, o capita che siano altri, familiari o a volte il personale sanitario stesso? Spesso e' da questa contraddizione che lo psichiatra viene vissuto come controllore.
p.s. In genere quando c'e' da sedare, perlomeno in pronto soccorso, vedo di chiamare un anestesista. Le mie competenze sono diverse, almeno credo.
Gianmaria Formenti
DSM Como

Il recente report di CITTADINANZATTIVA sulla salute mentale presentato in Abruzzo ai mass media e alle istituzioni il 26 giugno, lascia l'amaro in bocca ai tanti psichiatri dei servizi pubblici. Non tanto per i risultati emersi, che documentano ancora una volta, la estrema disattenzione della politica regionale e delle direzioni strategiche aziendali verso la salute mentale, quanto per una abissale ignoranza semantica dei decisori e dei "controllori".
Mi limito a criticare aspramente un indicatore di qualità dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura denominato "pratiche di contenzione farmacologica".
Questa terminologia da gulag staliniano o peggio da filmografia ideologica, è stato utilizzato anche con il concorso dele istituzioni regionali della Direzione di Politiche della salute dell'assessorato regionale alla sanità. Ma che cosa è la contenzione farmacologica?  E' sinonimo di "sedazione farmacologica" o è un'altra cosa?. Nessuno psichiatra italiano di un servizio pubblico è cosi' sconsiderato da sedare  una persona assumendosi i rischi di un evento mortale, se non per gravissime esigenze di cura o in presenza di agitazioni psicomotorie incoercibili non affrontabili con i mezzi e gli operatori che le aziende mettono a disposizione! Ma di questo nessuno se ne è ricordato in Abruzzo, sopratutto fra le istituzioni di governo del serviizio sanitario!. Ironicamente noi MEDICI ABBIAMO IL DOVERE DI SEDARE UNA PERSONE SOFFERENTE se questo puo' avere delle implicazioni terapeutiche. Lo vediamo fare dai chirurghi nelle agitazioni post chirurgice, lo vediamo fare dagli anestesisti per controllare gli effetti avversi delle narcosi,  lo vediamo fare in pronto soccorso, per pratiche diagnostiche urgentissime e indifferibili in persone non consenzienti, ma CITTADINANZATTIVA tace. Se lo psichiatra fa quello che deve fare per codice deontologico, penale e costituzionale, allora questo è male!
Eppure le norme che regolano la nostra professione sono ben conosciute:
art. 32 della Costituzione Italiana: “I trattamenti sanitari che di regola sono volontari possono essere obbligatori solo se previsti dalla legge e nei limiti del rispetto della persona umana”.

art. 571 del Codice Penale: ”Chiunque abusa di mezzi di contenzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragioni di educazione, cura o vigilanza, ovvero per l’esercizio di una professione, è punibile, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente.”

art. 40 del Codice Penale: “Non impedire un evento che si ha il dovere di impedire, equivale a cagionarlo”

art. 15 del Codice di Deontologia Medica: “I trattamenti che comportino una diminuzione della resistenza psico-fisica del malato possono essere attuati, previo accertamento delle necessità terapeutiche, e solo al fine di procurare un concreto beneficio clinico al malato o di alleviarne le sofferenze”.

Concludo, tornando al titolo.
Noi medici siamo i Dioscuri, ma le nostri madri sono crudeli perchè permettono ad uno dei gemelli, cio che stigmatizzano e proibiscono all'altro"!