Servizi Territoriali

Una favola psichiatrica

Sottotitolo
Nel 1979 Antonio Alberto Semi pubblicò nel terzo numero della rivista "GLI ARGONAUTI" quest'apologo sulla diversità e sui miti dell'accettazione sociale del diverso. Passati tanti anni lo riproponiamo, con il consenso dell'autore, avendo mantenuto intatta la sua carica di tragica ironia ancora attualissima. Il Prof. Semi ci ha promesso un sequel riferito alla situazione di oggi, che pubblicheremo appena possibile
Peso
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C'era una volta, in un paese lontano lontano, alla periferia della regione della Roeupa, oltre i monti Pial, in un paese chiamato Tailia, un bambino piccino piccino che era stato chiamato Segiuppe.

TRENTACINQUE ANNI DI LAVORO NELLA TRINCEA DI UN SERVIZIO DI SALUTE MENTALE: QUALCHE RIFLESSIONE

Authors

Portiamo all'attenzione dei lettori delle considerazioni che riteniamo possano essere d’interesse per una discussione allargata tra persone coinvolte in questo tipo di esperienze. Il nostro non vuole essere un giudizio complessivo sui servizi psichiatrici italiani, ma solo una testimonianza limitata alla realtà locale, che non necessariamente corrisponde ad altre situazioni presenti nell’ambito italiano.

PROTOCOLLO PER I TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI (TSO e ASO)

Premessa e commento introduttivo

Gli articoli 33, 34, 35 della Legge 833/78 possono dare luogo a dubbi di interpretazione. Questi dubbi sono all'origine delle pratiche diverse consolidatesi nei vari territori del Paese. Se è vero che la norma tende ad unificare le pratiche, è anche necessario rispettare le differenze che la consuetudine fissa come le migliori per un dato ambito.

UNA INQUIETANTE OBESITA'

Authors

L'esigenza di un ripensamento critico sull’identità della psichiatria sembra oggi essere ritornata un tema di attualità: il primo numero della rivistaPsichiatria di comunità contiene due editoriali, uno di Julian Leff, "Nuove sfide per la psichiatria di comunità", e uno di Elvezio Pirfo, "Psichiatria di comunità e psichiatria sociale in Italia: problemi attuali e futuri", con i quali, nel secondo numero della stessa rivista, ha interagito Luigi Ferrannini attraverso l'editoriale