scienza

Crollo del principio d'autorità?

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State contenti, umana gente, al ‘quia’,
ché, se potuto aveste veder tutto,
mestier non era parturir Maria.

Dante, Purgatorio, III, vv. 37-39

 
“In generale non dovremmo chiudere gli occhi di fronte agli episodi estremamente sconvolgenti di quel crollo generale dell’autorità sia del Medioevo sia del mondo antico che fu causato dalla rivoluzione scientifica”.[1]

L'epistemologia intertestuale per una scienza letteraria

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Quasi stento a crederlo. Da due immensi poeti tra loro solidali – Pound ed Eliot[1] – mi giunge inatteso un suggerimento positivo per un’epistemologia che potrebbe trasformare la pratica psicoanalitica da “sordido mestiere” (Lacan, Roma, ottobre 1974) a pratica scientifica. Lo enunciò Eliot nella recensione all’Ulisse di Joyce del novembre 1923, un anno dopo la pubblicazione del suo capolavoro, The Waste Land.

Per un collettivo di pensiero psicanalitico

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Nell’inaugurare questa rubrica di POL.IT, intitolata Il soggetto collettivo, rivolgo un cordiale ringraziamento a Francesco Bollorino, per la magnanimità e la fiducia, non meno che per il coraggio e la spregiudicatezza, con cui in questo prestigioso blog collettivo ha dato spazio a uno psicanalista free lance – più free che lance – non garantito da alcuna istituzione di appartenenza né professionista di qualche accettata e facilmente riconoscibile ortodossia di scuola.