Ferenczi

“L’anima non esiste, per lo meno non per noi”

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Si
“Eine Seele gibt es nicht, wenigstens nicht für uns”, scrisse Franz Brentano nel primo capitolo di Psicologia dal punto di vista empirico. E subito aggiunse: “Ciononostante una psicologia può e deve esistere; ma, usando l’espressione paradossale di Albert Lange, sarà una psicologia senz’anima”.[1]

13th INTERNATIONAL SÁNDOR FERENCZI CONFERENCE: Ferenczi in our time. A renaissance of psychoanalysis

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Città del convegno
Firenze
Indirizzo del convegno
Piazza della Calza, 6, 50125 Firenze FI
Luogo del convegno
Centro Congressi del Convitto della Calza
Data



 

PSICOANALISI A DOMICILIO (OVVERO: "ESSE EST PERCIPI")

Da bambino, alla maniera di un Asterione che scorrazza libero dal Labirinto, mi chiedevo se le cose che venivo scoprendo esistessero realmente o se fosse il mio sguardo a infondere loro un'esistenza provvisoria, pur se persistente, o magari soltanto ripetitiva. (Stranamente, mentre formulavo questi pensieri, evitavo di pensare a mia madre, come oggetto del mondo; probabilmente inconsapevole di esistere perché lei mi guardava).

LE ROTAIE DELLA PSICOANALISI

E deragliar m’è dolce, in questo mare. O anche delirar.
Il mio passato e il mio presente si confrontano: ciò che ho imparato dai maestri, e ciò che penso oggi. Un arco di vita.
In principio erano le regole. La prima delle quali: l’analista non deve fare nessun’altra cosa che interpretare. Regola numero due: l’unica interpretazione che va a segno è quella di transfert. Ogni altro intervento è inutile. Anzi: è dannoso.

PSICOTERAPIA, AMORE E MALINTESI

Sto lavorando alla traduzione di un'intervista che Elizabeth Severn, la più celebre paziente di Ferenczi, concesse a Kurt Eissler nel dicembre del 1952.

Mentre sono ancora influenzato da un racconto di violazioni dei confini affettivi e sessuali fra terapeuta e paziente, letto in un libro qualche giorno fa, mi imbatto in questo passaggio dell'intervista, che mi pare significativo:

 

IL POPPANTE SAGGIO E LA SUA PULSIONE DI SOPRAVVIVENZA

Una volta che sei nato, sei nato. Il fatto di esserci è la cosa più importante e niente può condizionarlo. 

La tua vita psichica ha però bisogno di un consenso esterno, in mancanza del quale sei costretto a convivere con la volontà (altrui) della tua assenza, volontà che necessariamente rischia di diventare anche un po' tua.